Al momento stai visualizzando Come va fra te… e il tuo seno? Mastoplastica additiva, quando ricorrervi

Come va fra te… e il tuo seno? Mastoplastica additiva, quando ricorrervi

Mastoplastica additiva. Un seno nuovo,  un volume très chic, un audace décolleté… ma soprattutto un prezioso carico di autostima e sicurezza. Nessun intervento di chirurgia plastica ha mai avuto un’influenza tanto forte non solo sull’estetica del corpo femminile, ma anche sull’armonia emotiva e psicologica di una donna.

Psicosoma, la definizione completa del nostro essere. L’approccio è globale, la visione olistica: l’aumento di volume del seno, eseguito per correggere difetti e malformazioni, per modificare in senso migliorativo mammelle che non si sono mai sviluppate in modo completo, che presentano asimmetrie o che hanno perso tonicità e volume in seguito ad allattamento o calo ponderale, è considerato oggi parte integrante di un percorso di rinascita interiore ed esteriore, per ristabilire l’equilibrio psicofisico e ritrovare il benessere.

Emblema della femminilità: quella forma aggraziata che attira gli sguardi, invita all’abbraccio e alla condivisione del piacere, urla il suo diritto alla bellezza, perché chi un bel seno non ce l’ha, non lo ha più o non lo ha mai avuto, ne reclama il diritto. E per molte pazienti è una questione di identità.

Dottoressa Maria Stella Tarico, chirurgo plastico: “Durante le visite mediche emerge che molte pazienti vivono una pericolosa separazione tra l’io e il proprio corpo, con cui hanno un cattivo rapporto. Lo interpretano come qualcosa di estraneo, come un nemico. In particolare, malformazioni come aplasia o grave ipoplasia mammaria (assenza di sviluppo della ghiandola mammaria) sono deformità congenite che creano spesso una forte sensazione di disagio psicologico, che produce inevitabilmente infelicità, rabbia, inadeguatezza, frustrazione, difficoltà o incapacità di accettarsi e di relazionarsi con gli altri, a tal punto da condurre una vita privata e sessuale limitata. Una disarmonia profonda che va risolta. È come se ci fosse un’anima che segnala con tutta la sua forza l’esistenza di un malessere, che va guardato, ascoltato, curato. In questi casi il chirurgo plastico è chiamato a far fronte ad una vera e propria emergenza psicologica”.

Quindi la Mastoplastica additiva non può essere considerata una semplice correzione estetica…

Dottoressa Tarico: “La Mastoplastica additiva, nella maggioranza dei casi, ha come obiettivo il ripristino morfologico di una normalità, ciò che una malformazione ha tolto a una donna. Si prefigge di ricostruirla, garantendo alla paziente la possibilità di vivere una vita serena, di raggiungere un’autentica realizzazione di sé, di sentirsi a proprio agio in ogni situazione. Una remise en forme del corpo e dell’anima. Mi chiedono spesso cos’è la bellezza: è sentirsi liberi di essere se stessi. Il compito del chirurgo plastico non è di rendere più bello il paziente, ma di spianare la strada alla sua vera natura, affinché quest’ultima lo possa rendere felice”.